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FiloBlog - 27 Gennaio 2014

sostanze pericolose nei vestiti dei bambini ?

sostanze pericolose nei vestiti dei bambini ?

Riportiamo qui di seguito un articolo del quotidiano la Stampa; l’attenzione per la salute della pelle cresce

“Sostanze chimiche pericolose in vestiti e scarpe dei bambini”

Interrogazione dei senatori Pd al ministro. Prima firmataria la cuneese Patrizia Manassero

Sostanze chimiche pericolose nei vestiti e scarpe per bambini di note marche di abbigliamento. Lo rivela Greenpeace con lo studio «Piccoli mostri nell’armadio», ricerca in cui sono stati testati 82 articoli per bambini di marchi popolari, sportivi e di lusso, acquistati in 25 Paesi ed esaminati in laboratori indipendenti accreditati.

 

L’allarme lanciato è stato raccolto in un’interrogazione al ministro della salute presentata da un gruppo di senatori democratici, prima firmataria la cuneese Patrizia Manassero. Sui prodotti in esame sono state riscontrate sostanze come il nonifenolo etossilato, composto organico di sintesi utilizzato come tensioattivo che ha sollevato preoccupazioni crescenti dal punto di vista dell’impatto ambientale al punto di essere limitato in Europa e bandito dai prodotti da bucato negli Usa. Questa sostanza è stati trovata in 50 prodotti su 82, a livelli che vanno da appena un milligrammo per chilogrammo, il limite di rilevamento, fino a 17.000 milligrammi per chilogrammo.

 

Gli ftalati, una famiglia di composti chimici usati nell’industria delle materie plastiche, sono stati trovati in 33 campioni dei 35 che presentavano stampe al plastisol utilizzate per le magliette in serigrafia. Dal 2003 sono oggetto di controversia. Alcuni studi sembrano mostrare che siano in grado di produrre effetti analoghi a quelli degli ormoni estrogeni, causando una femminilizzazione dei neonati maschi e disturbi nello sviluppo genitale.

Altre sostanze pericolose riscontrate sono stati i composti organo-stannici, di cui è stata dimostrata la tossicità per il sistema immunitario, e l’antimonio, che presenta sintomi clinici di avvelenamento simili all’arsenico, di cui è stata riscontrata traccia in 36 articoli.

 

«Abbiamo chiesto al ministro – spiega Patrizia Manassero – come intenda procedere per svolgere un ruolo attivo nel garantire ai consumatori, in particolare ai bambini, di poter vivere in un mondo libero da sostanze chimiche pericolose. Vogliamo capire anche se intenda operare per chiedere al governo della Cina di adottare un impegno politico per arrivare all’obiettivo “scarichi zero” di sostanze chimiche pericolose nell’arco di una generazione. Si tratta di applicare il principio di precauzione, incluso un approccio preventivo che eviti la produzione e l’uso di sostanze pericolose e il loro successivo rilascio nell’ambiente».

 

L’impegno dovrebbe essere seguito da una serie di politiche e regolamenti con obiettivi a breve-medio termine per il bando della produzione e l’uso di queste sostanze, dopo aver elaborato una lista dinamica di sostanze che richiedono un’azione immediata e un registro pubblico dei dati sulle emissioni e le perdite di sostanze pericolose.

 

«Al ministro – conclude Manassero – abbiamo anche chiesto di potenziare le informazioni dedicate agli inquinanti sui prodotti da abbigliamento, presenti sul portale del Ministero, inserendo notizie relative a tutte le sostanze nocive segnalate da Greenpeace visto che, attualmente, sono presenti solo gli ftalati».

I senatori, considerati anche i risultati di questo rapporto in cui ogni marchio presenta uno o più prodotti per bambini contenenti sostanze pericolose, hanno anche richiesto un appoggio per la campagna “Detox”, promossa da Greenpeace nel luglio 2011, che prevede l’impegno all’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose entro il 1° gennaio 2020.

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